Serata di sesso con il mio coinquilino

Frequentavo il terzo anno presso la facoltà di Medicina, ed essendo una studentessa fuori sede, alloggiavo in un appartamento condiviso insieme ad un collega. Il mio collega era un ragazzo molto riservato, per cui non mi feci alcun problema nel condividere la casa con lui che era di sesso opposto al mio.

Si chiamava Paolo e frequentava il mio stesso anno: aveva la media del 30 e mostrava un forte interesse per la cultura del fisico. Spesso si pranzava insieme condividendo la passione per il cibo, infatti come spesso accade a chi ha cura del proprio corpo, anche Paolo prediligeva la dieta mediterranea.

serata di sessoLa sera dopo aver finito di studiare, il mio inquilino era anche solito insegnarmi degli esercizi a corpo libero per dare più tonicità al mio corpo, e a volte, quando con le sue mani imponeva dei movimenti ai miei arti, per la buona riuscita degli esercizi, suscitava in me delle particolari sensazioni eccitanti.

Il nostro rapporto cresceva giorno dopo giorno, fino a quando la riservatezza di Paolo cominciò a venire meno dichiarandomi ciò che di più non avrei desiderato in quel momento: fare l’amore con lui. Non era uno di quegli uomini da escort per una sera e probabilmente non aveva una conoscenza così profonda dei porno e del sesso, e ciò non fece che aumentare le mie sensazioni positive.

Ero molto lusingata dalla dichiarazione di un ragazzo che prima di allora probabilmente non si era spinto fino a tanto con nessuna ragazza, e con forte emozione accettai il suo invito e togliendogli la maglietta cominciai a massaggiare i suoi pettorali, e andando più giù cominciai a giocherellare con il suo membro già in stato di moto.

Paolo non perse tempo e togliendomi a sua volta la maglietta, afferrò i miei seni e cominciò a strizzarli con foga portandoli uno per volta alla bocca facendo così irrigidire per la forte eccitazione i loro capezzoli.

Fummo immediatamente nudi, e lui con la professionalità di un istruttore di fitness mi fece accovacciare a pancia in giù come per fare un esercizio di stretching che potesse permettere alla mia schiena di rilassarsi, e poggiate le sue mani sui miei fianchi notò bene il suo obiettivo.

La mia vagina si mostrava in tutta la sua bellezza dalla prospettiva migliore che un uomo potesse desiderare, perché le secrezioni che essa aveva erano evidenti. Mettendosi in ginocchio davanti al mio posteriore, Paolo espose la sua asta esageratamente in tiro, e con discutibile delicatezza penetro l’oggetto dei suoi desideri provocando in me un orgasmo dietro l’altro, fino a cambiare obiettivo e riempire il mio ano del suo prezioso liquido.

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