Nuovo Racconto erotico di Jessica

Quella sera ero abbastanza stanca. Avevo terminato di lavorare molto più tardi del solito, ero fuori casa da circa dodici ore, e il sonno sembrava prevalere su ogni altra possibile emozione: sembravo non avere nessun’altra voglia se non quella di buttarmi a capofitto nel mio letto, e dormire dodici ore di fila. Qualche giorno prima avevo fissato un appuntamento informale con il mio vicino di casa, Morgan: gli avevo promesso che gli avrei insegnato a preparare la ‘vera’ paella, una volta che, parlando di piatti tipici, mi aveva confessato di voler conquistare una ragazza spagnola da poco trasferitasi in Italia.

Sono molto brava a preparare questo piatto: quando vivevo in Spagna, mi è capitato parecchie volte di aiutare una mia amica che aveva un ristorante a Madrid e che sapeva preparare la paella benissimo. Così, a furia di servire ai tavoli e di stare a contatto con Alejandra, ero riuscita a carpire i suoi segreti, diventando bravissima nella preparazione della paella.

Qualche sera prima, in ascensore, mi trovai a parlare della mia permanenza in Spagna, e mi chiese di insegnargli a preparare una buona paella. Così, avevamo fissato un appuntamento, io lo avrei invitato a cena, e lui avrebbe assistito alla preparazione del piatto, portando, ovviamente, un ottimo vino.

Si fecero presto le 20. Morgan, puntuale come un orologio svizzero, suonò alla porta, con in mano la sua pregiata bottiglia di vino, un bianco, per l’esattezza. Ero appena rientrata a casa, e dopo dodici ore in piedi, avevo indossato qualcosa di comodo, un vestitino bianco che scende un po’ largo sui fianchi, per stare più comoda possibile. Non ho l’abitudine di tenere il reggiseno quando sono a casa, ma quella sera con Morgan, che non conoscevo ancora molto bene, decisi di resistere alla voglia di toglierlo. Indossai un reggiseno bianco, un push-up che mi aveva regalato una mia amica e che non indossavo mai perché era un po’ più piccolo rispetto alla mia quarta abbondante. Credo che Morgan abbia notato sin da subito questo particolare, a giudicare dal suo sguardo insistente mentre tagliavo le verdure per la paella.

Era un po’ timido, sicuramente non aveva avuto molta esperienza con le donne. Me ne accorsi perché, parlando della mia vita movimentata in Spagna, aveva abbozzato spesso un sorriso ma gli si erano più volte colorate le gote. Quella sua timidezza mi eccitava molto: mi piaceva il fatto che un uomo così esperto e sveglio sul lavoro diventasse un insicuro con le donne. Mi dava l’idea di essere uno al quale chiedere di tutto.

Mentre facevo questi pensieri, mi cadde il mestolo a terra e, nel chinarmi, notai che dai suoi pantaloni si intravedeva una certa eccitazione. Gli chiesi se si stava sentendo a suo agio, ma quella visione aveva fatto venire in me dei turbamenti indiscutibili… sentii piano piano i miei slip bagnarsi e probabilmente anche io dovetti arrossire, ma non riuscivo a trattenere la voglia di essere posseduta. Iniziai a bagnarmi le labbra, guardandolo intensamente negli occhi, mentre ‘casualmente’ mi lasciavo cadere spesso la mano sul seno, con fare ammiccante.

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Morgan non avrebbe resistito a lungo. Mi avvicinai al suo orecchio, e iniziai a lambire il suo lobo con la mia lingua calda, mentre la mia mano si faceva strada fino alla patta dei pantaloni, abbassandogli la cerniera. Presi la sua mano e la spostai sul mio seno, a stringere i miei capezzoli turgidi e rosa, segno che mi stavo eccitando sempre di più. Intanto, afferrai il suo membro con voluttà, mentre lui, facendosi coraggio, infilò due dita nella mia fonte di piacere, facendomi sussultare.

Non durammo molto. Evidentemente, entrambi quella sera non potevamo fare a meno di venire quasi subito. Ci spostammo sul divano, lo feci sedere con le gambe un po’ aperte e mi sedetti su di lui… La sua asta scivolò dentro facilmente, mentre Morgan iniziò ad ansimare e baciarmi il seno con sempre più insistenza. Il movimento si fece sempre più veloce ed intenso, finché Morgan ebbe un sussulto di piacere e mi inondò della sua voglia, facendomi raggiungere subito l’apice del piacere.

Jessica

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