Le esercitazioni di sesso con Giulio

Quel pomeriggio io e Giulio avevamo deciso di studiare insieme per l’esercitazione del giorno dopo: lui era sicuramente molto più bravo di me in fisica, ma io avevo dalla mia parte l’ordine e l’organizzazione del piano di studi, motivo per cui decisi di andare a casa sua dove avremmo potuto studiare tutto il pomeriggio senza essere disturbati da nessuno.

Si fecero le nove di sera quasi senza accorgercene, ed entrambi eravamo molto affamati: Giulio decise di ordinare due pizze, così non dovendo perdere anche del tempo per cucinare avremmo potuto continuare ad esercitarci, ma io ero ormai molto stanca. Così, mi sdraiai sul suo divano, mentre lui era pienamente concentrato sugli ultimi test.

esercitazioni di sessoCon Giulio c’era ormai una certa confidenza visto che ci conoscevamo da parecchi anni, ma non avevamo mai toccato argomenti delicati relativi alla vita privata come, ad esempio, la vita sessuale. Lo invitai a sedersi accanto a me ed iniziai a fargli delle domande, su quante donne aveva avuto, sulla sua prima volta, così per ammazzare il tempo mentre attendevamo la pizza.

Ma così come ha sempre sostenuto mia nonna, la paglia accanto al fuoco brucia, e così in pochissimo tempo anche noi stavamo per ardere dal desiderio: sarà stata la stanchezza che ci faceva sentire un po’ ubriachi, o forse proprio quei discorsi che avevano acceso in noi una voglia, che alla fine non riuscimmo a trattenerci. Fui io, però, a prendere l’iniziativa: mi avvicinai al collo di Giulio ed iniziai a baciarlo, mentre con la lingua cercavo di scaldare le zone più erogene, soprattutto dietro le orecchie.

Con la mano, mi feci strada verso i suoi pantaloni e, facendo scorrere la cerniera verso il basso, presi tra le mani il suo membro e iniziai a masturbarlo con estrema voglia, anche perché la mia passera si stava bagnando sempre di più al solo pensiero.

Ad un certo punto, però, Giulio si sdraiò su di me, e mentre ancora cercavo di toccarlo con la mia mano, mi abbassò gli slip e ricambiò il favore che gli stavo facendo: bastò veramente poco perché i miei umori grondassero dalla mia passera piena di voglia di essere riempita dal suo seme caldo.

Il divano era un po’ scomodo, ma Giulio si alzò e si mise su di me con le gambe un po’ aperte, e portando il suo pene verso il mio ingresso di piacere mi fece sobbalzare per un attimo. Poi, iniziò a pompare con un vigore sempre più forte, quasi facendomi sentire il suo membro grosso fino allo stomaco: stavo per venire quando tolse il suo membro e mi fece girare a pecorina.

Mi prese per le natiche e continuò a pompare sempre più velocemente, ogni tanto strizzandomi i capezzoli: fu lui, dopo pochissimi secondi, a venirmi dentro inondandomi del suo sperma caldo e facendomi venire, a mia volta, con un gemito ancora ricco di piacere.

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